Anagni, Disservizi raccolta organico per fallimento S.A.F

Comunicato 31/2018: Anagni, Disservizi raccolta organico per probemi in S.A.F

Anagni, Disservizi raccolta organico per probemi in S.A.F

La “monnezza”, negli ultimi giorni, è argomento ampiamente dibattuto nei salotti, nei bar e nelle stanze del potere della città di Anagni. Tutti si chiedono quando potranno disfarsi della frazione di organico, quando e come l’amministrazione risolverà la questione “bonifica Radicina” e se tutto questo comporterà ulteriori spese per le tasche dei contribuenti, gli unici si sa, che finiranno per subire qualsiasi mala gestione pubblica.
La S.A.F, società che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti di Frosinone e provincia, ha detto basta: “L’impianto resterà chiuso, limitatamente al ricevimento dei rifiuti in oggetto (CER 20.01.08 e CER 20.02.01), anche da lunedì 10 settembre 2018. L’impossibilità di accettare ulteriori conferimenti da parte dei Comuni risponde a valutazioni tecniche non derogabili né differibili, in quanto preordinate al rispetto dei vincoli autorizzativi e alla conseguente tutela dell’interesse ambientale sotteso”: Questa è la nota con la quale l’azienda ha annunciato alle amministrazioni comunali il rinvio del conferimento della frazione umida nell’impianto di Colfelice, dichiarando inoltre la decisione di ridurre la quantità massima conferibile per alcuni Comuni . La situazione non è roseaa e lascia presagire giorni di disservizi e disagi che riguardano anche la sfera igienico-sanitaria data la natura del rifiuto non ritirato. Il Comune di Anagni già nel 2015 prese una decisione che restò tale poiché non ebbe alcun seguito. Venne fatta una suddivisione in 3 zone territoriali differenti alle quali venne affidato un proprio calendario di raccolta e per la periferia, corrispondente alla 3 fascia, vennero distribuite le compostiere in sostituzione del contenitore per la raccolta della frazione di organico. Il cittadino virtuoso avrebbe dovuto, da quel momento in poi, essere iniziato alla pratica del compostaggio domestico. Perché fallì quella encomiabile iniziativa e che fine fecero le compostiere? E’ presto detto. Prima però è doveroso riferire un altro increscioso fatto: Pare che tra il Comune e la De Vizia siano nate incomprensioni di carattere economico per via del notevole risparmio che questa soluzione avrebbe apportato alle casse della ditta stessa. Tralasciando questo genere di implicazioni e ritornando alla virtuosa proposta; I cittadini vennero lasciati in balia delle proprie domande circa il nuovo materiale in dotazione che molti non sapevano nemmeno montare e che la maggior parte non ne conosceva l’utilizzo. Non è mai stata fatta una seria campagna di informazione sui benefici del compostaggio domestico e sulle tecniche per ottenere un buon prodotto evitando la diffusione di cattivi odori. Chi pagò i costi di quel materiale rimasto inutilizzato? Molte delle compostiere distribuite giacciono nelle cantine ancora nel proprio involucro, alcuni le hanno buttate, altri le hanno destinate a fantasiosi utilizzi, i più tenaci o informati (pochi) hanno accolto la sfida e si dichiarano oggi soddisfatti del risultato raggiunto. Cosa si poteva fare allora per invogliare i cittadini a trasformare il proprio residuo umido in utile Humus? Quello che noi del meetup Anagni 5 Stelle suggeriamo da anni. L’amministrazione, allora come oggi, poteva incentivare i cittadini applicando una riduzione sulla tassa dei rifiuti come viene fatto già da tempo in molte città italiane. Per superare l’ostacolo del contratto con la ditta De Vizia, il Comune potrebbe chiedere ai cittadini un’auto dichiarazione sul compost domestico e applicare comunque uno sconto sulla tassa rifiuti. Queste iniziative restituiscono dignità ai cittadini perché li rendono impegnati in prima persona nella grande battaglia epocale della riduzione dei rifiuti e del conseguente impatto sull’ambiente, riuscendo in più ad aiutare l’economia domestica grazie allo sgravio sulla bolletta.

Tiziana Petriglia – Attivista del Meetup Anagni 5 Stelle

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