Comunicato 23/2018: Secondo la ASL Frosinone, è colpa di chi?

Comunicato 23/2018: Secondo la ASL Frosinone, è colpa di chi?

Comunicato 23/2018: Secondo la ASL Frosinone, è colpa di chi?

Il comunicato stampa emanato ieri dalla Asl è a dir poco aberrante. Dopo il danno anche la beffa.
Il direttore sanitario ha la faccia tosta di affermare che é la politica che fuorvia la percezione dei cittadini su quello che è diventata la struttura anagnina? Non credo.

Il problema è che la povera malcapitata è stata portata li invece che nel Pronto Soccorso a pochi chilometri o che non è stata chiamata un autoambulanza che, nella migliore delle ipotesi, sarebbe arrivata dopo 40 minuti?
Forse si.
Ma la colpa di chi è? Qual’è stato il problema di fondo?
Il problema è:

È STATA FATTA UNA MASSICCIA CAMPAGNA INFORMATIVA SUL FATTO CHE IL PPI ERA STATO CHIUSO? È STATO DETTO AI CITTADINI CHE IN MODO CATEGORICO NON SI DOVRANNO PIÙ RECARE IN QUELLA STRUTTURA PER CASI DI URGENZA (o sospetta urgenza)?

La risposta evidentemente è NO. E di questo la Asl ne è la prima responsabile.

Se non fosse stato per il lavoro di informazione di liberi cittadini che hanno fatto scoppiare il caso andando a scartabellare le delibere della Regione Lazio, e dei Portavoce 5 Stelle, Enrica Segneri, Loreto Marcelli e Fernando Fioramonti, e del Sindaco Daniele Natalia, il cambio di destinazione d’uso della struttura sarebbe avvenuto nel totale silenzio. Per giunta, quando si è tentato di mettere in guardia i cittadini e informarli del nuovo declassamento della struttura, è arrivata puntuale una nota della Asl di rassicurazione. Cito testualmente: “nulla è cambiato nell’erogazione del servizio”.

Perché, Direttore,ha ritenuto opportuno disattendere le indicazioni di una commissione che, riunitasi appositamente per chiedere che il PPI non venisse chiuso, aveva stabilito la necessità di non privare il comprensorio di una struttura per il primo intervento?

Caro direttore, credo che, a questo punto, lei dovrebbe guardarsi allo specchio, se ci riesce, e fare un mea culpa. Chiedere scusa alla famiglia in primis e a tutta la cittadinanza, che è stata privata di un diritto fondamentale che è quello alla vita.

Lucilla Graziani –  Attivista del Meetup Anagni 5 Stelle

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