Comunicato 25/2018: I portavoce M5S denunciano la chiusura del PPI

Comunicato 25/2018: I portavoce M5S denunciano la chiusura del PPI

L'esposto alla procura della repubblica dei portavoce M5S

I Portavoce alla Camera dei Deputati Luca FrusoneEnrica Segneri e Ilaria Fontana , il Portavoce al Consiglio Regionale del Lazio Loreto Marcelli, ed io, abbiamo depositato, in data 24/07/2018, l’esposto alla Procura della Repubblica per aprire un’indagine volta ad individuare i responsabili e i reati a loro ascrivibili per aver privato Anagni e tutto il comprensorio dei servizi sanitari minimi a cui ogni cittadino ha diritto. Il PPI poteva essere chiuso solo istituendo una postazione medicalizzata del 118 ma, ad oggi, questo non è avvenuto e il bacino di 80000 utenti è stato lasciato sprovvisto di qualsiasi tipo di prestazione emergenziale. 

Tutti i rappresentanti territoriali del Movimento 5 Stelle, a tutti i livelli istituzionali, sono in prima linea per difendere il diritto alla salute, sancito dall’art. 32 della Costituzione Italiana, e vanno avanti facendo seguire alle “chiacchiere” i FATTI.

Fernando Fioramonti – Portavoce MoVimento 5 Stelle in consiglio comunale di Anagni

L'interrogazione scritta del Portavoce Ilaria Fontana in parlamento

Nella giornata di oggi ho depositato un’interrogazione a mia prima firma al Ministro della Salute e al Ministro dell’ Interno in merito alla chiusura dell’ospedale di Anagni: il  territorio della Valle del fiume Sacco è stato inserito nell’elenco dei Siti di Interesse Nazionale (SIN) per l’emergenza causata dall’inquinamento ambientale accertato. Numerosi studi epidemiologici, tra i quali lo studio SENTIERI dell’IStituto Superiore di Sanità sappiamo che hanno evidenziato drammatiche correlazioni tra l’inquinamento ambientale nella Valle del Sacco e la morbilità relativa a patologie tumorali e non. Nella seconda parte dello studio,nella quale vengono analizzati i tassi di mortalità nei territori inclusi nei suddetti SIN in cui sono attivi i Registri Tumori, non è menzionata l’area della Valle del Sacco in quanto il registro è presente ma non attivo nella provincia di Frosinone. Nel 2017 sono stati presentati i risultati del monitoraggio effettuato dal Dipartimento Epidemiologico “DEP Lazio”, basato su un campione di 600 pazienti residenti nei territori limitrofi al Fiume Sacco esaminati dal 2012 al 2016, nei quali è stata accertata la presenza della molecola inquinante betaesaclorocicloesano nel sangue. Il Piano Strategico Aziendale 2014-2016 della Asl Frosinone prevede una riorganizzazione delle attività e dei servizi nonchè un centro per la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica  (dallo stesso si legge: “Per quel che concerne il Presidio di Anagni e` in corso un piano di riorganizzazione delle attivita`, dei servizi e delle prestazioni con il potenziamento di modelli alternativi al ricovero ordinario e la previsione di un Centro per la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica sulle problematiche della Valle del Sacco, che sara` dotato di due Unita` Operative Complesse sulla tutela dei rischi ambientali degli alimenti e delle produzioni zootecniche. Inoltre, al fine di fornire una migliore risposta qualitativa alle prestazioni rese dal PPI, in collegamento con il DEA di I° livello di Frosinone e nell’ambito delle risorse umane in dotazione, sara` possibile individuare posti di Osservazione Breve Intensiva (OBI) per l’osservazione e la stabilizzazione di pazienti fino alla dimissione o al trasferimento al DEA di riferimento” ).  All’interno dell’area SIN, nel territorio del comune di Anagni, insistono diverse aziende classificate a rischi di incidente rilevante dalla cosiddetta direttiva Seveso (82/501/CEE, recepita in Italia con il DPR 17 maggio 1988, n. 175 e successive modificazioni). L’area del comune di Anagni, ricadente in area SIN per la Valle del Sacco e con aziende a rischio di incidente rilevante nel suo territorio, era dotata di un presidio ospedaliero con relativo Pronto Soccorso chiuso nel 2012 con un bacino di utenza di circa 80.000 persone.
Il DL 105/2015,Direttiva Seveso III individua i piani di emergenza esterna (PEE) in caso di incidente rilevante che devono essere portati a conoscenza degli operatori e della popolazione attraverso i siti internet istituzionali dei Comuni e delle Prefetture.
Detti piani di emergenza esterni per tre aziende a rischi di incidente rilevante,come riportato sul sito della Prefettura di Frosinone, prevedono come punto di raccordo delle attività di emergenza proprio l’ospedale di Anagni ormai chiuso nel 2012. Premesso ciò ho chiesto ai Ministri competenti di verificare se esistano le condizioni per un pronto ripristino della struttura ospedaliera di Anagni, considerando il fatto che l’immobile è ancora utilizzato per attività sanitarie territoriali e quindi potrebbe tornare ad essere operativo per le finalità di cui sopra; di verificare le motivazioni per cui, nonostante le acclarate emergenze sanitarie della zona dovute all’emergenza inquinamento, le succitate indicazioni presenti nell’atto aziendale e la legge sul registro tumori nella Regione Lazio mai davvero attuata, e di verificare l’effettiva idoneità dei PEE redatti dalla Prefettura di Frosinone per le aziende a rischio di incidente rilevante, considerando il macroscopico errore nell’individuazione del presidio ospedaliero di Anagni quale punto di coordinamento dei soccorsi in caso di incidente.
 
La salute non si tocca. Massima attenzione su questi temi.
 
Portavoce M5S in Parlamento Ilaria Fontana

Frosinone, 24 luglio 2018

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