Comunicato 26/2018: Acqua Pubblica dal Nazionale al locale

Comunicato 26/2018: Acqua Pubblica dal Nazionale al locale

Comunicato 26/2018: Acqua Pubblica dal Nazionale al locale

L’incontro del 30 Luglio voluto dal Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico con i comitati per l’Acqua Pubblica porta finalmente alla ribalta uno dei referendum più votati nell’ultimo decennio: nel 2011 infatti oltre 26 milioni di Italiani scelse una gestione PUBBLICA dell’acqua.
Finora questa volontà era stata ignorata da tutti i governi che si sono susseguiti , in ultimo il governo Renzi che con il Decreto “Sblocca Italia”, ha radicalmente modificato il Testo Unico sull’ambiente (Dlgs n. 152/2006) promuovendo di fatto l’affidamento della gestione del Servizio Idrico a privati e permettendo a questi, di fare processi di aggregazione e di fusione nell’interesse dei grandi operatori in grado di competere sui mercati finanziari.

Tali azioni hanno permesso sempre di più che l’acqua fosse considerata merce dal quale ricavare profitto piuttosto che un diritto umano essenziale.

Il M5S da sempre ha come prima stella l’Acqua considerata ”un bene di tutti non un affare di pochi”. Con questo spirito l’impegno del governo si è mosso subito sul tema , non solo con l’evento promosso dal Presidente Fico ma soprattutto con la deposizione della proposta di Legge AC 52 alla commissione Ambiente sulla gestione pubblica e partecipata dell’acqua da parte della nostra portavoce nonché primo firmatario Federica Daga, ed anche grazie alla pianificazione da parte del ministro dell’Ambiente Costa di: ” investimenti sul Servizio idrico integrato di natura pubblica, con particolare riferimento alla ristrutturazione della rete idrica, anche attraverso l’implementazione e il finanziamento di un piano nazionale perdite, garantendo la qualità dell’acqua, le esigenze e la salute dei cittadini”. ( cit. Audizione del 25 luglio in VIII commissione alla Camera).

La strada da percorrere sarà di certo lunga ma la direzione del Governo è chiara.

Queste problematiche di gestione pubblica, attenzione agli sprechi e investimenti sul servizio idrico sono argomenti che devono essere affrontati anche a livello locale, volgendo cioè particolare attenzione al nostro Ato5.

Nel corso degli anni il rapporto tra ATO 5 e gestore ACEA è stato lacunoso e superficiale a discapito soprattutto degli utenti e che nel 2014 ha permesso ad ACEA di chiedere 75,18 mln di conguaglio tariffario relativo al 2006-2011 . Ricordiamo che, fino a questo momento, la Conferenza dei Sindaci non si era mai opposta alla violazione del gestore sugli obblighi contrattuali , sui mancati investimenti offerti e sui servizi fondamentali per la determinazione della tariffa ed infatti è stato proprio questo comportamento a determinare la definizione delle tariffe pretese e riconosciute ad ACEA ATO 5 S.p.A. e successivamente al riconoscimento legale del conguaglio succitato. ( sentenza del TAR n.316/2016)



Nonostante le proteste sempre più tangibili da parte di cittadini e comitati si è dovuto attendere ulteriori 3 anni affinché nel 2017, nella Conferenza dei Sindaci , si procedesse con una votazione per la risoluzione contrattuale nei confronti di ACEA ; manovra squisitamente politica più che tecnica e legale (voto compatto pro-risoluzione da parte dei sindaci di centro dx ed astensione o voto contrario di quasi tutti i sindaci di centro sx) dove si denigrava ovviamente il Sindaco Raggi (allora da 8 mesi in carica!) e si prometteva battaglia senza tregua al gestore.
Come è andata a finire lo sappiamo . Acea ha infatti vinto il ricorso presentato poiché:“A fronte delle inadempienze del gestore sussistono inadempimenti degli obblighi convenzionali da parte di Ato5 che hanno influito sulle carenze di gestione e a volte ne hanno impedito la regolarità. Come i ritardi nell’approvazione del piano di gestione e nell’adeguamento della tariffa, che hanno determinato per Acea un deficit”

(sentenza del TAR n.638/2017) .

E dunque, sempre per la negligenza passata dei nostri Sindaci, di fatto le delibere della Conferenza dei Sindaci dell’ATO5 sulla risoluzione sono state annullate.

E mentre per ATO2 (ambito di Roma) e ATO 4 ( Latina) sono stati avviati i percorsi volti alla ripubblicizzazione, tramite la definizione di specifici tavoli tecnici, il nostro ATO 5 cosa fa?

Il 1 Agosto la Conferenza dei Sindaci deliberera’ sulla nuova tariffa acqua 2018/2019, inoltre l’assemblea dovrà valutare l’apertura di un tavolo di conciliazione con ACEA ATO 5 voluto dal gestore ed accettato dalla Segrateria tecnico operativa “STO” da sempre contraria alla risoluzione.
Sembrerebbe essere tornati al punto di partenza ma stavolta per Anagni una differenza c’è.
Anagni ha oggi un nuovo Sindaco che deve indicare come intende regolarsi sulla questione della gestione del servizio idrico.
Risoluzione o no del contratto, conciliazione a parte, Il MU di Anagni 5 Stelle ritiene che sia fondamentale che il Sindaco Natalia cerchi di fare chiarezza su
quali siano gli investimenti riguardanti il territorio di Anagni fatti da ACEA in questi anni.
Sarebbe opportuno che venga fatta una verifica sugli obblighi contrattuali, investimenti e servizi offerti dal gestore poiché è con questi criteri che viene calcolata la tariffa dell’acqua.

Si controllino , dunque, non solo gli investimenti proposti da ACEA in questo ultimo Piano Finanziario 2016-2019 , ma “in primis” quale sia stata la reale entità degli investimenti effettuati nel piano il 2014-2017 e che già sono stati fatti pagare agli anagnini.

Mai come in questo contesto “GESTIONE ACQUA”, la parola TRASPARENZA sembra la più giusta

Antonella Liburdi – Attivista del Meetup Anagni 5 Stelle

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