Lo straordinario caso del Museo sfuggente

Comunicato 41/2018: Lo straordinario caso del Museo sfuggente…

Lo straordinario caso del Museo sfuggente

La scena politica anagnina è costellata di temi ricorrenti, parcheggiati in qualche carnet,  pronti ad essere riesumati a tempo debito per far fare bella figura al politico di turno.

È lo straordinario caso del Museo sfuggente.

Ad Anagni, infatti, abbiamo un museo archeologico o meglio l’idea di un museo archeologico che, a dispetto dei milioni spesi e del numero incalcolabile di inaugurazioni, continua a rimanere chiuso con apertura a data da destinarsi.

Ma facciamo un veloce salto nel passato: correva l’anno 2005 quando il Sindaco Fiorito inaugurò, con tutti gli onori, Il Museo archeologico ernico. C’erano voluti molti anni e costi esorbitanti prima della consegna dei lavori; già il sindaco Bruno Cicconi, nel 2001, aveva lasciato un miliardo di lire necessarie al completamento di questa ambiziosa opera, che si sarebbe dovuta terminare nel giro di poco tempo, dato lo stato avanzato dei lavori. Il suo successore Franco Fiorito invece, preferì ristrutturare l’intero stabile grazie anche al reperimento di fondi europei, ma questo non bastò a far aprire i battenti al Museo Archeologico di Anagni in piazza Marconi. Dopo l’inaugurazione infatti, a causa di “lungaggini burocratiche, nuove perizie e costi imprevisti dovuti alle necessità di adeguamento sollevate dalla Soprintendenza ai Beni Culturali” (Cit) il museo rimase chiuso.

Occorre attendere l’anno successivo quando, l’allora sindaco Noto rimise mani al progetto annunciando che entro il primo semestre del 2006 una parte del museo sarebbe stata accessibile ai visitatori, ma, ahimè, ancora una volta le promesse rimasero disattese. Lo scenario finalmente cambia ed il testimone passa alla sinistra capitanata dal colonnello Fausto Bassetta che, nell’Agosto 2016, comunica al mondo anagnino l’imminente apertura del museo grazie all’accesso ad un finanziamento di circa 67000 euro per l’adeguamento dell’impianto antincendio della struttura.

“Puntiamo fortemente ad una possibile apertura della struttura entro il mese di ottobre” dichiara il Sindaco.

A tale scopo venne infatti indetto un bando di selezione per il conferimento dell’incarico di direttore scientifico del Museo (Delibera di Giunta n.280 del 21/09/2016 con scadenza ottobre 2016); bando al quale però non farà mai seguito la relativa selezione per titoli e colloquio e di questo ne abbiamo già chiesto conto con un’interrogazione scritta presentata dal consigliere Fioramonti.

Intanto, a causa degli anni di abbandono ed incuria, furono necessari interventi di manutenzione straordinaria che costarono a noi cittadini ulteriori 17 mila euro.

Ed eccoci giunti ai giorni nostri: 17 anni di promesse disattese, di aspettative e di euro sborsati in un’impresa titanica che rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto. E sì, soprattutto alla luce della delibera n 121 del 5/10/2018 (Variazione alle dotazioni di cassa del Bilancio di previsione 2018) a firma della neo-amministrazione Natalia.

Sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo, sperando che il Sindaco Natalia possa smentire la seguente affermazione, che si sia cambiata addirittura rotta: 141.000 euro per la costruzione, ampliamento e completamento dei locali destinati a Museo (Cap.1020/49) dirottati a copertura di spese inerenti altri Capitoli.

 

Riteniamo necessario, a questo punto, sollecitare i nostri amministratori a fornire alla cittadinanza risposte sulle sorti del nostro (quasi) museo. Tutti questi soldi spesi dall’era Cicconi ad oggi a cosa sono serviti?  Un’opera di questa portata avrebbe garantito sicuramente un flusso turistico importante ed il relativo sviluppo commerciale nel centro storico che oggi combatte tenacemente la desertificazione.

Molti di noi, anagnini di nascita, ricordano benissimo il giorno della prima inaugurazione, quella che vide Il sindaco Fiorito affiancato dall’allora delegato ai lavori pubblici Natalia, intenti nel tradizionale taglio del nastro. Reggevano quel nastro, due bimbetti di circa 10 anni ai quali sarà stata raccontata la storia futuristica di un museo che avrebbe risollevato le sorti della città di Anagni proiettandola nel prestigioso mondo delle città d’arte. Ecco, quei bambini oggi sono divenuti adulti e stanno ancora aspettando. 

Meetup Anagni 5 Stelle

La delibera della giunta Natalia che toglie soldi al museo di Anagni

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